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16.06.2009 - Tecnici a confronto

Yang Min e Catalin Negrila, i due tecnici che guidano rispettivamente le formazioni di A1 Maschile e A1 Femminile, mentre insieme guidano il settore giovanile che questa stagione ha conquistato 25 medaglie ai campionati nazionali Italiani di Terni.
Al termine della stagione, li abbiamo messi a confronto in una sorta di intervista doppia,

Nome 
Y: Min
C: Catalin Daniel

Cognome

Y: Yang
C: Negrila
Soprannome
Y: Yango, qualcuno ormai pensa che mi chiami addirittura cosi
C: Cata... ce ne potrebbe essere uno diverso?

Dacci un voto a questa stagione?
Y:  10, una stagione assolutamente per me ottima
C:  Assolutamente 10, manca la lode però

Perché questo voto?
Y: Per la mole di lavoro che abbiamo svolto, i risultati che alla fine ci hanno premiato e non voglio però dimenticare il grande spirito di squadra che si è creato.
C:  Per prima cosa per i risultati che abbiamo ottenuto poi per il grande lavoro che abbiamo avuto modo di svolgere in questi mesi nella nostra palestra

Hai un sogno nel cassetto?
Y: Si, vorrei arrivare alla semifinale di Champions League, considero quel punto già una vetta del tennistavolo Europeo.
C:  eh eh eh... Direi propio di si, mi piacerebbe crere un campione europeo a livello giovanile
  
Quale momento della stagione vorresti rivivere?
Y: Lo scudetto, sicuramente quando abbiamo vinto il campionato, è il mio primo scudetto da allenatore.
C: In assoluto la vittori a di Daniele (Pezzi ndr) nel singolare agli Italiani Giovanili di Terni, per come si era messa la partita e poi perchè Daniele non era il favorito, un'emozione che ho provato poche volte.

Quale dimenticare?
Y: Si, la sconfitta contro Budapest in Champions League, abbiamo perso una occasione per centrare il passaggio del turno, sarebbe stata la cigliegina sulla torta in questa stagione davvero speciale. Ma non ho però rimpianti in particolare, rifarei tutto quello che è stato fatto in quella giornata.
C: Niente, non dimentico mai niente, perchè le cose buone come è possibile dimenticarle? Mentre quelle che non sono andate come avremmo voluto, vanno ricordate; e bene! Cosi poi non si ripetono gli stessi errori, se dovessimo dimenticare quello che non ci piace, o che è andato storto, partiremmo sempre da zero  anche nella vita.

Qual è stato il momento più difficile?
Y:  Tutti penserebbero a Berscia, in campionato, ma per me la finale di andata ad Este è stata la partita più difficile della stagione, il 4 a 1 finale non fa capire quanta fatica c'è stata. Poteva benissimo anche succedere che si venisse a casa con un pareggio, se non una sconfitta.
C: Oddio, adesso non mi viene un particolare momento, o un episodio, in generale ti dico che la stagione intera non è satata facile

Dove andrai in vacanza?
Y: In Cina, torno dopo quasi 2 anni, l'anno scorso ho traslocato qui, le mie vacanze sono state fatte su e giù da Cagliari. Ho voglia di rivedere la mia famiglia.
C: Assolutamente in Montagna, silenzio e tranqullità... ne ho davvero bisogno
 
Dacci un voto alla squadra dell’anno prossimo
Y: Non ti do un voto preciso, fatti una scala tutta tua e io dico, il massimo
C: stavolta non ti accontento, non mi piace dare i voti, prima ho fatto un'eccezione, diciamo che saremo forti, normalmente le somme si tirano alla fine, per cui il voto della squadra lo darò l'anno prossimo

Che cosa ti aspetti da loro la prossima stagione,sia in Champions che in campionato?
Y: L'obiettivo in Champions è assolutamente riuscire ad entrare nei primi otto, sono certo che la squadra può e deve farcela, il campionato, lo affronteremo da campioni in carica e di sicuro vogliamo che lo scudetto rimanga qua. Abbiamo anche un giovane con noi, vorrei che capisse cosa vuol dire affrontare competizioni di questo tipo. Sarà in mezzo a grossi campioni, che già sanno cosa vuol dire combattere per obiettivi importanti, credo che non passa fargli che bene, dal mio punto di vista mi impegnerò al massimo con lui ma voglio che lui dia il massimo a me e a noi (come società).
C: Mi aspetto che tutte vogliano giocare con voglia ed entusiasmo per cercare di raggiungere tutti gli obiettivi che ci siamo prefissi. E poi mi aspetto che tutte facciano gruppo, visto che due saranno nuove, ma sono sicuro che succederà, ho gia avuto modo di parlare con ognuna di loro.
 
Se potessi togliere un elemento alle squadre avversarie, chi “ruberesti”?
Y: Perchè togliere? Io ho fiducia di noi, sono gli altri che devono avere paura.
C: no, no, niente di tutto ciò, gli avversari forti vanno superati, per poter migliorare noi stessi
 
Tu lavori sia con i grandi che con i più piccoli, sicuramente le soddisfazioni che danno questi diversi tipi di atleti sono differenti, quali sono le maggiori difficoltà che incontri con gli uni e con gli altri?
Y: Sono due cose completamente diverse, è come fare due lavori che non c'entrano niente. I ragazzi vanno costruiti in tutto e per tutto, come le fondamenta di un palazzo, senza quelle poi crolla tutto. Devi essere capace di trasmettere voglia ed entusiasmo nell'allenamento e dare grinta per le gare, ma ricordando sempre che loro l'esperienza la devono fare.
 Ai grandi devi saper gestire le situazioni, devi portarli in forma per i momenti più importanti e saperli motivare diversamente. Se prendiamo ancora come esempio un palazzo, qui non si costruiscono le fondamenta, ma si fa una ristrutturazione di quanto già c'è, un po come quando arredi una stanza già costruita. Loro hanno già esperienza, ma vanno comunque guidati, perchè hanno bisogno di punti di riferimento specialmente nelle gare, quando la tensione supera anche la soglia di allerta.
C: Bella domanda, i ragazzi vanno controllati nelle emozioni, vanno sempre motivati, chi vince troppo rischia di montarsi la testa, chi vince poco rischia di demoralizzarsi e se succede sono dolori, a volte chi ha anche grosse potenzialità per un paio di partite giocate male ci vogliono mesi per risollevarsi, loro sono un po come degli interruttori, on-off, finchè c'è corrente tutto a posto, ma se il contatto viene a mancare bisogna invocare tutti i santi.
Anche i grandi vanno sempre motivati, ma con loro le cose sono un po diverse, per loro non si tratta più di un gioco, la preparazione delle gare è differente. Per quanto riguarda la squadra, diciamo che è molto importante che l'ambiente sia tranquillo, questo aiuta spesso in molte situazioni, ma non nego che a volte anche i grandi richiamano i comportamenti dei più piccoli, penso che anche i più grossi guerrieri della storia abbiamo almeno una volta avuto paura.
 
Come giudichi quanto accaduto questo anno nella finale femminile?
Y: Una cosa che sinceramente non mi so spiegare, non ho mai visto perdere una squadra senza essere mai sconfitta sul campo, purtroppo il regolamento ci ha penalizzati, io credo però che dopo il 3 a 0 in nostro favore tutti si siano sentiti campioni, ma il nostro, come gli altri sport, è un gioco crudele, si vince sempre e solo quando si fa l'ultimo punto oppure finisce il tempo e si è in vantaggio.
C: mha, non ti posso dare una risposta, perchè nemmeno io l'ho ancora trovata, dico solo che l'anno prossimo non avrò il tricolore sulla maglia e tutto questo perchè ho vinto due volte 4 a 0 e per due volte ho fatto 3 a 3. Ma questa è la vita, le regole c'erano per noi come per i nostri avversari. Bravi loro a crederci e stupidi noi a pensare di aver già vinto.
 
Certe persone dicono che ormai a Castel Goffredo non c’è più fame di vittoria, perché qui si pensa solo alle discoteche del lago, tu cosa puoi dire in merito a queste affermazioni?
Y: Una vera società sportiva ha sempre fame di vincere, credo qui lo si sia dimostrato dal fatto che ogni anno si sia portato a casa qualcosa di importante, gli episodi di certe partite non bastano per definire la fine della voglia di vincere, giudicate una stagione, non un episodio. Io sono arrivato qui da un anno e vi dico che ho voglia di vincere anche l'anno prossimo, tutti i  veri professionisti hanno voglia di vincere, l'ambiente certo aiuta ad ottenere importanti risultati.
Se una società non ha voglia di vincere perchè spende soldi per avere i migliori? 
Non ripeto quanto ottenuto dalla società in quanto a vittorie in questo anno, perchè so che Cata è stato molto dettagliato.
C: Che vuoi che ti dica, si vede che per certa gente stare in palestra 8 ore al giorno è andare in discoteca, per cui se si pensa questo allora si, qui ci si diverte un mondo. Sarebbe bello che chi pensa cose del genere venga a vedere come si lavora durante la settimana in questa palestra.
La fame di vittoria mi devi spiegare cosa sia, perchè se uno scudetto maschile, un secondo posto nel femminile (ripeto, senza sconfitte), 25 medaglie ai Nazionali Giovanili di Terni, 14 Medaglie agli assoluti di Conversano, le vittorie in Croazia e a Linz dei nostri giovanissimi , una B1 che non perde nemmeno una partita (se non a promozione già ampiamente ottenuta) una A2 maschile che chiude al terzo posto, e altre cose che al momento mi sfuggono non sono fame di vittoria, veramente mi devi spiegare il significato di fame. 
Mi fa poi ridere il fatto che si sente dire che qui non c'è più fame di vittoria, quando ad ogni torneo che andiamo, la frase più ricorrente che sento dirmi dagli allenatori avversari, dai genitori dei ragazzi, "voi dello Sterilgarda pensate sempre solo a vincere", qui è meglio che ci si metta d'accordo.

Grazie ragazzi, vi lascio tornare ai vostri impegni, intanto vi dico solo Buone Vacanze, ma quando ci rivediamo?
Y: Per quanto mi riguarda, racchetta in mano per tutti il 20 Agosto. Ora vado, devo andare ad allenarmi, l'ultima gara della mia vita è alle porte.
Ciao Ciao, buone vacanze.
C: Ci rivediamo tra 10 minuti (ride ndr), io inizio le mie vacanze tra una settimana e mezzo, poi si chiude tutto, per quanto mi riguarda, fino al 19 Agosto non esisto. Gli allenamenti qui però non si fermeranno, perchè dalla prima settimana di Luglio ritornerà Anda (Dumitrache ndr) che manderà avanti la palestra, fino al nostro ritorno. A Castel Goffredo non si chiude mai, abbiamo fame di vittoria sempre a prescindere da quello che si dice in giro, per cui se si vuole arrivare pronti per i primi tornei di settembre, non ci si deve mai fermare.
Ciao a tutti, buone vacanze anche a voi.
 
 
 
 




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