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25.07.2010 - Tutti in fila... passa MUTTI

Leonardo Mutti è Campione d’Europa di singolo cadetti. L’azzurro, giocatore
cresciuto nel vivaio dello Sterilgarda Castel Goffredo, considerato prima la
più grande promessa e poi il miglior talento a disposizione del tennis tavolo
italiano non ha tradito le aspettative e dopo aver conquistato una serie di
titoli italiani, una serie di tornei giovanili internazionali e diversi open
ITTF ha raggiunto e vinto quest’anno anche le prime due tappe internazionali
importanti della sua carriera appena cominciata: la qualificazione per i Giochi
Olimpici Giovanili in febbraio in Egitto e il titolo di Campione Europeo
cadetti 2010 di singolo in questi giorni a Istanbul.
L’azzurro (n. 3 ranking europeo) ha battuto in finale per 4-3, col punteggio
dunque che avvalora e rende il senso della difficoltà dell’impresa del
giocatore italiano, il polacco Jakub Dyjas (n.11 ranking europeo) dopo aver
azzerato il tedesco Qiu Dang in semi.
Il trionfo del nostro giocatore va ad arricchire il palmares della nostra
gloriosa società che in passato ha già dato le giocatrici che vinsero nel 2003
il titolo europeo assoluto e poi le tante medaglie europee conquistate dalla
stesse ragazze: Stefanova, Monfardini, Negrisoli. Una vittoria europea che ci
riporta anche ai nostri due successi in Champion’s League femminili legati
soprattutto al ricordo di una nostra giocatrice tra le più forti della storia
del tennis tavolo mondiale come Mihaela Steff. Il successo di Leo è anche un
successo di tutti coloro che con lui hanno lavorato in questi anni, certamente
i tecnici delle nazionali ma anche lo staff tecnico dello Sterilgarda, la
dirigenza della società che gli ha messo a disposizione tutte le sue energie
per consentirgli di avere sempre il massimo e soprattutto la sua famiglia, che
con grandi sacrifici ha accettato e condiviso di dividere col ragazzo la sua
grande ambizione e passione: diventare un giocatore di tennis tavolo e un
campione. Il titolo di campione europeo cadetto conferma che Leo è sulla strada
giusta e che abbiamo fatto bene a credere in lui.
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